" />
Overblog Seguir este blog
Edit post Administration Create my blog
2 noviembre 2012 5 02 /11 /noviembre /2012 21:12

 

 

Ho optato per abbracciare il lemma: “Quello che importa é il procedere e non l’obbiettivo”, invertendo l’ordine dei fattori ed alterando il prodotto della famosa frase negativa che recita: “Il fine giustifica il mezzo”.

Se qualcuno segue il mio stesso fine ma con metodi differenti che non approvo, é probabile che non approvi nemmeno i suoi obbiettivi, e viceversa.

Per questo ho le mie collezioni, i miei pruriti, i miei inconvenienti con tutto ció che ha significato la Sinistra, anche se ci tengo a sottolineare che ce l’ho solamente con quella che arrivó e si radicó al Potere grazie alla famosa premessa dell’adesso ‘tocca a me’.

Nessun “club” mi sembra cosí buono da garantire la mia incondizionata abnegazione, provo simpatia per i comunisti spagnoli, i nord americani o i letterati, quelli che sono inclini piú alla dissidenza, alla divergenza, al coraggio di andare contro le disposizioni, che a quelli ossequiosi che aderirono a questa denominazione per ottenere benefici nel potere. Questi ultimi procedono allo stesso modo della destra quando tiene la padella dalla parte del manico; per mantenersi al potere ricorrono alla repressione, alla confusione, alla menzogna, all’atrofia alla quale conduce l’amore incondizionato al trono ed alla corona. Alla stella ed agli allori.

 

Sono i metodi quelli che mi trovano favorevole, contrario o indifferente ad un determinato programma politico, e non il fine o l’ideologia dichiarata, e noto che Cuba ha ceduto a questa disgraziata consuetudine ispana del “Caudillismo” (fare il Capo), che ci ha tramandato l’Iberia sino al midollo, quella necessitá di paternalismo, quella tendenza a delegare tutto il potere a chi lo sa maneggiare con mano abile e dura.

Non sono femminista, ma bensí uno che sogna l’uguaglianza tra tutti gli individui senza distinzione di nessun tipo. Non fa eccezione alla regola la linea marcatamente maschilista delle Rivoluzioni e delle proteste e i risultati positivi dei rivoluzionari, giacché in generale, le societá sono costruite dal mascolino, ancora piu che dal maschile. Dal semplice diagramma di una casa, sino ai quartieri, agli edifici, gli oggetti, ecc..., concepiti dal punto di vista fallico, sia nell’estetico che in essenza.

 

Vorrei far notare che il comandante della Rivoluzione Cubana Ernesto Guevara, anche se potrebbe essere considerato sessista dal punto di vista odierno, visto ch’era avezzo ad esortare alla virilitá, all’essere ‘Uomini’, è anche vero che nell'universo dei fatti si comportava in maniera totalmente differente alla percezione che, in generale, la societá aveva verso le donne del suo tempo, considerando che a casa sua ebbe l’opportunitá di vedere come sua madre fu una donna militante, ribelle, colta, cavalcava e nuotava meglio che la maggior parte degli uomini, fumava, aveva i capelli corti alla maschiaccio, aveva buona mira sia con le pistole che con i fucili; la cosa piu significativa che il comandante Ernesto vide sin da bambino, fu che sua madre era di gran lunga piu spericolata di suo padre, anche se questi era tutto un avventuriero. Ebbe pure due sorelle architette, con un certo carattere, determinazione e un senso spiccato d’indipendenza fuori dal comune. Anche se, sia chiaro, che in pratica, tanto in quella casa, come in quelle attorno, le decisioni finali continuavano ed essere cose da uomini.

 

Credo che in questo campo, cosí come in altri, lui fosse convinto che in qualsiasi situazione, la pratica, valeva sicuramente piu di qualsiasi proselitismo. Cosí lo testimonia la realtá, le donne che Ernesto ebbe come compagne, furono sempre donne dal carattere forte, intelligenti, tendenti all’indipendenza, compagne in tutti i sensi, di diversi stili peró con tratti comuni, che non gli fecero da serve, ma bensí lo appoggiarono apportando. Dalla sua inseparabile amica Tita Infante, con la quale condivideva i primi rudimenti di filosofia e letteratura; Carmen “Chichina” Ferreyra, che era qualsiasi cosa meno una donna sottomessa; la sua prima moglie, compagna di lotta e sua maestra nella militanza e madre della sua prima figlia, Hilda Galatea; la sua prima compagna nella Sierra Maestra, la contadina Zoila Rodríguez, di un coraggio senza pari, che gli insegnó i segreti della medicina popolare; la sua seconda moglie e madre di 4 figli suoi, Aleida March, donna impavida, proveniente dalla lotta clandestina contro il Regime di Batista; cosí come la coraggiosa Tamara Bunke, conosciuta con il nome di Tania la Guerrigliera, che morí combattendo in Bolivia, per la quale Ernesto provava una profonda ammirazione. Nessuna di loro eccelleva in cucina o nel fare la calzetta.

 

Il ‘Modus vivendi’ del potere della cupola cubana, dopo piu di cinquant’anni, ha sepolto lapidale qualsiasi buona intenzione iniziale di riforme dei riflessi retró della societá precedente.

Per questo motivo, oggi, volevo condividere la mia sensazione. Ossia: che il posto piu propizio alla metamorfosi della societá, o il controllo piu adeguato ad ogni rivoluzione in evoluzione, si riduce all’individuo ed al suo intorno. Se non siamo in grado di educare e nemmeno modificare i nostri piu primitivi impulsi in quel piccolo ambito, quale esperienza e autoritá morale si suppone debba assisterci al momento di applicarla a grande scala?

 

 

Compartir este post

Repost 0
Published by martinguevara - en Relax
Comenta este artículo

Comentarios

Presentación

  • : El blog de martinguevara
  • El blog de martinguevara
  • : Mi Déjà vu. En este espacio comparto reflexiones, impresiones sobre la actualidad y el sedimento de la memoria, sobre Argentina, Cuba o España, países que en mi vida conforman un triángulo identitario, de experiencias diferentes y significantes correlativos.
  • Contacto