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2 noviembre 2012 5 02 /11 /noviembre /2012 21:18

 

 

Dalla stazione degli autobús, sino alle vie del centro  e tutte le stradine che attraversavano il pittoresco paese di Puerto Padre, era tutto un luogo d’un mondo a parte e d’altri tempi. 

Mi ci portó il mio amico Peter, che in realtá si chiamava Pedro Miguel, peró lo preferivo in inglese, giá ch’era un ragazzetto indomabile e diceva sempre che sicuramente era nato negli Stati Uniti.  La casa di due piani di suo nonno, con pórtico fiancheggiato da grandi colonne, dava un tocco diverso al sovraffollamento típico degli agglomerati urbani, come la maggior parte delle costruzioni di quel posto cosí variegato di stili austeri.  La sorella di Peter aveva un’amica intima nel paese. Non vi era nulla come contare su amici che avessero sorelle con amiche cosí bone.

Negli anni vissuti nell’isola, non ero mai stato in nessun altro posto dove mi sentivo cosí ben integrato come mi sentii in Puerto Padre.  Lá, ero il forestiero come alla Habana, peró non ero lo straniero, ma piuttosto l’amico habanero di Peter, che fossi argentino era totalmente secondario e imprescindibile, eccetto per i vecchi, che rivelavano le proprie nostalgie dei tempi migliori con una stupefacente sinceritá.

In quei giorni, nel suo paesello, dove ogni cosa sembrava impregnata, piu o meno, di magia, Peter mi fece partecipe di qualcosa di molto piu profondo e complesso che la semplice amicizia, mi aprí la scatola dei segreti familiari.

 Secondo lui, quel luogo era conosciuto per i suoi fantasmi e racconti sopranaturali e di difficile spiegazione lógica. Un pomeriggio, mentre tornavamo dalla spiaggia dove eravamo stati a bere birra, giocando a pallavolo e scherzando, vidi lungo il viale del ritorno, sulle fiancate, una specie di specchio d’acqua argéntea. Eravamo seduti nella parte posteriore di un camión che trasportava l’impianto  della música, e Peter e i suoi amici mi mostravano l’orizzonte dicendomi: Hai visto? A quest’ora tutto é uno specchio!

Il primo giorno Peter mi disse, passando vicino ad una elegante casa di legno di due piani, che lí viveva un fantasma, una delle vittime ch’era stato ucciso in quella casa, da un amante troppo impaziente, e che non era disposto ad abbandonare questa dimensione.  Per lo meno, non del tutto, e per testimoniarlo, ogni tanto appariva in mezzo alla via con l’aspetto che aveva il giorno della sua morte.

Pensai che non dovevo rispondere con una risata fragorosa a cotanta fiducia nei miei confronti,  feci l’educato assentendo. Solamente quando rimasi solo con il mio amico volli specificare: Peter, tu sai che io non credo a quelle cose.

L’ultimo giorno prima di tornare alla Habana, fummo tutti e quattro ad una festa che si svolgeva sul lungomare. Ballammo, bevemmo birra,  e riuscii persino ad accompagnarmi all’amica della sorella di Peter… ma dopo pochi baci furtivi in spiaggia, ci chiamarono a squarciagola perche il camión che ci avrebbe dovuto riportare a casa, partiva, e quindi ci affrettammo a salirci sopra. Ma prima che il motore si mettesse in marcia, vedemmo due signori, uno alto e magro ed uno grasso e piu basso, coinvolti in un alterco típico da fine di festa alcolica. Peró il grassone, che si imponeva sempre in quanto a insulti, non era disposto ad andare a dormire senza aggiungere un po di pepe alla disputa, e sferró un primo pugno in faccia all’altro, poi si gettó su di lui coprendolo di pugni e calci. Il magro si allontanó un po di metri e quando sembrava che la discussione fosse terminata, ritornó con una spranga di ferro in mano, il grasso cercó di schivarlo, peró l’agilitá che mostró il magro risultó efficace e gli piantó l’affilato stiletto varie volte nello stomaco. Gli astanti si lanciarono a separare i due rivali, arrivando un po tardi. Alcuni portarono il grassone all’ospedale, ed altri scomparvero  con il magro su per un vicolo.

La polizia arrivó solamente quando non erano rimasti che Peter, alcuni amici della Band musicale, sua sorella, l’amica della sorella ed io, e ci domandarono se avevamo visto qualcosa durante l’accaduto. Io ero tuttavía sconvolto e preferí non spifferare nulla.  Ci ordinarono di andar via da lí e durante il viaggio di ritorno a casa viaggiammo in silenzio. Arrivati a casa del nonno di Peter, mangiai qualcosa, ed anche fosse gia tarda notte, uscii a contaminare l’aria con alcune sigarette di tabacco forte.

E allora vidi, sotto il lampione che si trovava di fronte alla casa di legno degli impiccati, un uomo alto, magro, con camicia guayabera chiara e cappello, che sembrava mi stesse osservando, anche se da quella distanza non riuscivo a scorgere gli occhi, gli dissi: - Ehí! Buona notte! -  abbozzó un sorriso, giró sui suoi tacchi e rientró in casa, senza fare il benché minimo rumore.

Il giorno dopo, prima di partire, ci informarono che il grassone rimaneva ricoverato all’ospedale, sotto osservazione, e che avevano arrestato il responsabile delle pugnalate, il quale peró giurava su tutti i suoi morti di non ricordare assolutamente nulla di ció per cui veniva accusato, e che giammai aveva usato un coltello contro qualcuno.  Chi lo aveva visto usare la spranga, dicevano che effettivamente, sino a quel momento, era stato un essere molto pacifico, a uno che gli piaceva il rum, la música e le donne, peró non le risse.

Al salutarci, il nonno di Peter mi abbracció fortissimo, mi ricordó quello che mi aveva detto varie volte in quei giorni, che ero un bravo ragazzo, come mio zio, peró che Fidel era un uomo cattivo, che aveva distrutto il Paese, e pure a mio zio. Non ero preparato per ascoltare quel tipo di cose, ma attrasse la  mia attenzione con che sicurezza lo diceva.

Gli commentai che la notte anteriore ero uscito a prendere una boccata d’aria fresca, dopo aver presenziato ad una simile rissa, e gli confessai che rimasi perturbato dall’immagine di quell’elegante uomo che entró nella casa degli impiccati. Allora mi disse che il grassone della rissa era il fratello di quello che avava causato la tragedia in quella casa.

Puerto Padre risultó enigmático ai miei occhi, come lo presentavano i suoi adulatori piu innamorati,  per la via argentata che va verso il mare, per il fantasma soddisfatto, o per la tranquillitá e la scarsa prudenza nel parlare dei peggiori tempi che ci toccava vivere paragonati a quelli di prima.

Come dicevano gli amici del nonno di Peter: i tempi dove si potevano comprare nei negozi otto tipi di riso differenti, e senza pietruzze e ne punteruoli.

I bei tempi.

 

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Published by martinguevara - en Cuba flash.
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