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25 febrero 2013 1 25 /02 /febrero /2013 15:19

 

 

Cuba, che risulta essere l'ultimo bastione del socialismo reale nell'emisfero, anche se con le più selvagge adesioni pre pratiche moderniste, assiste insieme alla Cina, che si trova all’altro lato del mondo, alla disintegrazione dell’ideologia socialista. 
Il capitalismo industriale e finanziario annunciato dalla Rivoluzione Industriale, che si era avvalso di un forte background ideologico sullo studio fondazionista di Adam Smith, sulla creazione e l’accumulo della ricchezza, stá morendo, e non dall'interazione di antagonismo, con l'applicazione del marxismo e il suo invito ad abolire proprio il plus valore come la genesi di tutti i mali del sistema.
Anche se per certi versi la caduta ragionata secondo Marx dobbiamo ancora vederla, tutte le volte che giammai ebbe luogo, visto quei Paesi che hanno applicato le interpretazioni piu stravaganti delle sue teorie, nemmeno lontanamente si avvicinavano al concetto di paese che auspicava il filosofo materialista fondatore del comunismo scientifico, quelli che avrebbero dovuto scavare la tomba alla borghesia a partire dallo scoppio delle tensioni antagoniste, proprie del climax del sistema capitalista. Stanno cadendo ad uno ad uno i miti e le tappe che sono state erette nel corso dei secoli appartenenti alle gesta epiche del modernismo. Il non plus ultra della colpevolizzazione.
Forse la teoria cubana e degli altri paesi dell’aerea detta comunista o del Secondo Mondo, che suggeriva di vivere con meno varietá di prodotti e meno consumo, non era intrinsecamente mal pensata, sino a quando peró non si entró nel terreno dei divieti-obblighi, le censure, le repressioni, il disprezzo alla libertá individuale. Esattamente come l'ideologia hippie ebbe un picco di luce propria, che si spense, come, in generale, ogni utopia.
Comunque le societá hanno fatto dei notevoli passi in avanti grazie ai generosi apporti delle ideologie progressiste, l’Uomo é stato protagonista di eventi che danno luogo all’ottimismo grazie alla gentilezza delle utopie, timide sí, insignificanti quasi, se confrontate al desiderio di vederle realizzate, peró in ogni caso valide visto che ci hanno lasciato un risultato positivo dietro la prova empirica, é possibile rompere con il circolo vizioso che ci vuole indicare che non ci salveremo dalla codizia, dalla condizione cainita ed antropofaga della specie umana.
Non si tratta di una questione di ottimismo volontaristico neo fascista, come lo sono tutti i volontarismi, il problema é come si mette a fuoco la lotta, ma non nel senso del combattere, dello scontro fra rivali, ma bensí nel compito di cominciare a stringerci alla coscienza necessaria per attraversare quella linea, in apparenza di facile accesso, ma che in pratica si é rivelata complicata da traversare, non é per nulla semplice rompere il circolo vizioso di: dolore-allivio; piacere-angustia; confort-miseria; e sopratutto guerra-pace, gia ché nel dilemma guerra-pace vi é rappresentato tutto il resto.
La saturazione di ogni modello, nel terreno individuale, collettivo, sociale, universale, si autodistrugge, nella sua controparte.
É una deformazione culturale, non naturale. Infatti siamo cresciuti con la convinzione che l’opposto alla malattia é la salute, quando in veritá é ‘la cura’.
Quando gli esperimenti sociali si sentono stracolmi e saturati da elementi di pace, si mette in marcia tutto un processo di autofagia che conduce inevitabilmente a buttar giu tutto quello che si é costruito, invece di comprendere che il fine naturale della pace e l’armonia non é il caos, bensí il potenziare le capacitá dell’individuo, la ricostruzione di se stesso ad un livello di coscientizzazione al di fuori dall’orbita degli antagonismi artificiali del momento.
La realtá si ostina ad emergere dalle tenebre alle quali spesso é condannata, per dirci che non soffriamo certo per colpa di teorie messianiche o di capireparti tenocratici di questa nave alla deriva.
Maggiore é la libertá individuale piu si fa forte il tessuto protettore del progetto evolutivo dell’uomo. Vi sono molti interessi, che con il passare del tempo sono divenuti sempre piu forti, per poter sperare che ció avvenga senza opposizioni. E chissá per la stessa ragione sia venuto il momento, anche solo per superare la noia ed il dolore, di provarci, se ne avessimo il coraggio, d’abbandonare la fase di comodo tardo-adolescenziale per vedere se una volta prese in mano le redini della nostra coscientizzazione saremmo in grado di scrostare la scoria accumulata attorno alle nostre esistenze.
Giusto lí, dove prude.

 

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Published by martinguevara - en Opinion crítica.
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